Ficca il naso

martedì 17 ottobre 2017

Damsels in Distress

"Disclaimer: articolo umoristico"

"S-salvami mio eroe!".
Sfido qualsiasi maschio nerd a non aver mai voluto sventolare una spada al suono di queste parole. Possono essere nobili principesse d'alto lignaggio, le verginelle offerte dal capovillaggio oppure semplici sventole finite nel posto sbagliato al momento sbagliato, come le si voglia chiamare le nostre DiD (acronimo di damsel in distress, che salta fuori dal demoiselle francese) sono considerate uno stereotipo di buona parte della narrativa. Dietro il quale si nasconde una valanga di significati di vario genere, dal maschio di quà alla donna di là, ma non è questo il loco in cui elencarli uno per uno. Vediamo invece di contestualizzare un pochetto.
Non parliamo certo di una novità degli ultimi anni: la buona Andromeda incatenata alla roccia, la principessina salvata dal maschio alpha San Giorgio, la stessa Lucia Mondella ha subito un rapimento con i controfiocchi da parte dell'innominato. A innumerevoli personaggi femminili della letteratura più o meno alta è toccato il triste destino di finire tra le grinfie del cattivone di turno, per poi essere trasposte su schermi di svariate misure. Credo possa considerarsi un classico dell'immaginario collettivo la signorina legata ai binari del treno. Fumetti, cartoni animati, anime non possono essere esclusi: DaphneMinnie, pure Wonder Woman solo per citarne qualcuna. Bettie page ha addirittura "sessualizzato" (come se servisse) questa figura, che è diventata una sorta di caratteristica della pin up americana. Basta dare un'occhiata ai comics dai 50 agli 80 per confermare questa mia affermazione.
I videogiochi poi?
Sebbene a tutti verrà in mente la permarapita Peach, io vorrei riportare alla memoria la mia damigella in pericolo preferita, la principessa Daphne (nome da rapimento, se avrò mai una figlia non la chiamerò mai in questo modo) dello straordinario Dragon's Lair. Un gran gioco with gran donna.

"Quanto ti ho invidiato, Dirk"

Dunque possiamo dare una sorta di giudizio a questa figura?
Sono sicuro che molti la odiano. Scrittori in cerca di originalità, rappresentanti del gentil sesso, gran parte degli intrattenuti dalla forma d'arte in questione. Forse anche io, a volte. Le femministe d'oltre oceano utilizzano il termine DiD addirittura come dispregiativo (in molti forum l'ho visto ficcato più volte) per indicare proprio la fanciullina rimbambita in cerca di salvataggio. Se questa può essere considerata un'esagerazione, non posso concedere che in tante opere ho alzato gli occhi al cielo quando la signorina X ha dovuto attendere il muscoloso eroe di turno. Forse perché io odio gli eroi?! Beh, cercando di essere oggettivi, i cliché non dovrebbero piacere a un lettore (o altro) assiduo. Eppure voglio spezzare una lancia a favore di queste ragazze sventurate.

Vediamo di individuare altre due figure che vanno di moda anche in questi tempi:
-La femme fatale;
-La strong girl.
Bene, non sono loro anche dei cliché ambulanti? La femme fatale, con le sue movenze da panterona e la sigaretta tra le dita, compare pressoché nella tipica opera noir che si rispetti. Viene calata in ogni forma e misura nel fantasy, nella fantascienza, non parliamo poi del thriller moderno. Qualcuno non conosce Jessica Rabbit? Qualcuno non hai mai visto Basic Instinct? E chi si dimentica di Medea?! Se le fanciulle in pericolo sono una pietra miliare, le vamp paiono il contro altare altrettanto numeroso.

"Pew Pew"

Ma la vera moda di adesso sono le strong girl. Non fraintendemi! Prima di accusarmi di essere un misogino, dovete sapere che ho una lista molto di lunga di strong girls da me adorate, prima su tutte la temibile Bride di Kill Bill. Nel romanzo Squadra Demolizioni da me scritto le mie protagoniste si prendono ogni ruolo disponibile, dalla femme fatale Shitra alla strong fatina Mathilde. Quindi potete fidarvi di me, non sono di parte. Però è innegabile che oramai le strong girl spopolano in ogni tipo di opera. Per par condicio tiro fuori un terzetto esemplificativo: Brienne di Tarth, Laghertona, qualsiasi protagonista Disney dall'anno duemila in avanti. Chi meglio chi peggio, ci sono e sono parecchie.

"Red Sonja insegna la parità di sessi a colpi di mancanza di armatura"

E allora?
Beh è qui che combacia la congiunzione logica del mio ragionamento: le DiD non sono più banali o peggiori di altri archetipi narrativi. I personaggi maschili, le storie stesse, le ambientazioni trovano sempre elementi in comune, non vedo perché crivellare di critiche le povere signorine in pericolo. O almeno, non vedo il motivo di crivellarle più delle altre. Se un personaggio è banale e odioso lo è per una serie di ragioni che si dispiegano in così tante variabili diverse che viene solo vergogna nell'aver tentato di individuare le tre figure statiche precedenti. Se odiate le DiD per qualche lotta di ambito sessuale posso ancora ancora comprendervi, però non capisco l'impietosa crudeltà che pare aleggiare in tutto l'ambiente. Ormai se una principessa non tira almeno con l'arco viene tacciata di debolezza!

Ma è qui che tutti sbagliano.
Voi credete che una arciera dall'atteggiamento ribelle sia molto più forte e indipendente della sua coetanea incantenata alla roccia, ma è proprio contrario! La strong girl deve affrontare insidie di ogni genere per il suo obiettivo, invece all'altra basta solo essere rapita. Ehi, chi ha il coltello dalla parte del manico, eh? La femme fatale odiata da tutti? La strong girl da sola contro il sistema? Per niente, è solo la DiD che può controllare quegli ammassi di pochi neuroni chiamati uomini! Decine di cavalieri muoiono in maniera orribile solo per stringere tra le braccia la principessa, alla quale attende lo scranno di papino e un'armata di servi della gleba. Sono queste donne a tirare le redini della narrativa. In qualsiasi ambientazione o razza, ci sarà sempre un baldo guerriero così idiota di correrle appresso.
Facciamo uno schema.

Pro di essere una fanciulla in pericolo.
1. Sei speciale rispetto alle altre donne. Chi salverebbe mai una contadina sdentata?
2. Non devi dimostrare alcun tipo di abilità, forse solo un bel sederino.
3. Ti attende un futuro radioso. Tranne negli horror non farai quasi mai una brutta fine.
4. L'eroe è il meglio della mascolinità, a quanto pare. Lo sfigato occhialuto e gobbo come minimo si trasforma nel belloccio di turno per salvarti. A prescindere dal gusto, hai comunque una bella scelta.
5. Potresti comunque riciclarti come femme fatale o strong girl.

"Qui potete vedere un povero alieno che segna il proprio triste destino"

Contro di essere una fanciulla in pericolo.
1. Essere in pericolo. Chiusa dentro una bolla, incaprettata su un divano, trasformata in statua, dovrete passare un brutto momento più o meno lungo per aumentare l'ego del cattivo/a e dell'eroe.
2. Dipendere da un maschio?
Mmm, o forse è il maschio a dipendere da te? Cosa serve un eroe senza qualcuno da salvare, eh? Come la controparte malvagia, la DiD dona al suo salvatore un senso di esistere. Non si combatte per il bene supremo se in cambio questo bene supremo non ti sforna la waifu suprema, che diamine!

La conclusione?

Tutti vivono felici e contenti: la DiD ha in mano il cuore del suo maschietto, la pietà del popolo intorno (più forte di qualsiasi titolo nobiliare) e mentre il salvatore si gloria lei può fare una linguaccia alle meno fortunate femme fatale e strong girls.
Perché alla fine la DiD è la vera, indiscutibile, padrona.

Regogolo Boemetto

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