Ficca il naso

giovedì 9 novembre 2017

Il Papero d'Oro

Il mio papero

Come tutti i bambini, sono cresciuto con i cartoni della Disney, con Topolino e Paperino. Una mia particolarità era, per non so quale motivo, forse il fatto che fossi il terzogenito, parteggiare per i "secondi arrivati". Amavo Duffy Duck perché falliva sempre, nei vecchi western speravo che gli indiani o i confederati di turno trionfassero sui cowboy e mi sono innamorato dell'irascibile, sfortunato, scriteriato Paperino. Avevamo dei VHS che ogni tanto guardavo coi miei fratelli, sempre litigando per decidere quale guardare. Una sera mia madre ci portò a casa "Un canto di Natale di Topolino", e per la prima volta in vita mia vidi Scrooge McDuck, da noi noto come Paperon de' Paperoni. E fu subito amore.
Amore a prima occhiataccia
Nemmeno io so bene come funzionasse il meccanismo. Per qualche motivo mi piacevano i meno piacenti. E in questo film Paperone ricopriva il ruolo di antagonista per buona parte, tirchio, avaro, dispotico e insensibile, sebbene alla fine si redima. Forse questo mi piacque particolarmente di lui, non lo so dire. Poi lo incontrai sempre più spesso, sul Topolino, nei vecchi fumetti dei cugini, in televisione. Da allora sono passati molti anni, e un giorno mi sono chiesto: ma chi è Paperone?

L'uomo dei paperi

Barks realizzò diversi quadri ad olio ritraenti la famiglia dei paperi

Carl Barks inventa Paperon de' Paperoni nel 1947. Quest'anno è molto importante per la futura cronologia dell'affarista scozzese, per cui è bene tenerla a mente. Originario dell'Oregon, Barks arriva alla Disney come intercalatore nel novembre 1935, quando trasforma l'hobby del disegno in una professione, in seguito alla perdita dei vari impieghi che aveva tentato. Collabora ai primi cortometraggi di Paperino, alla creazione di Qui, Quo, Qua, e impara a scrivere sceneggiature da solo. Nel 1942 lascia lo studio e si trasferisce a Los Angeles, ma continua a disegnare per la rivista Walt Disney's Comics and Stories, che all'inizio ripubblica solo storie edite. Grazie alla maggior libertà di azione può dunque espandere l'universo dei paperi, dandogli un palcoscenico adatto (Paperopoli) e sviluppando e approfondendo il personaggio di Paperino, impegnato in varie avventure. Ed è proprio come personaggio "di supporto" a Paperino che nasce Scrooge McDuck. Ispirato fin dal nome da Ebenezer Scrooge, il protagonista di A Christmas Carol, si presenta come un vecchio affarista tirchio e misantropo, tanto che architetta uno scherzo crudele ai danni di Paperino e dei suoi nipoti. E, secondo la cronologia ufficiale, i due si incontrano proprio nel 1947, anno della creazione del personaggio.
Che caso incontrare per la prima volta Paperone proprio mentre vestiva i panni del suo principale ispiratore. Oltre al personaggio letterario specifico, Barks attinse anche da una figura classica nella letteratura americana, quella del vecchio zio ricco (un po' come noi abbiamo lo zio d'America). Il vecchio papero continuò ad apparire nelle storie di Barks, evolvendosi ed espandendo il suo personaggio. Compare la fattucchiera napoletana Amelia, con la quale ingaggia una guerra a colpi di aglio e incantesimi, viene creato il crudele Cuordipietra Famedoro e il meno spietato e più giovane John D. Rockerduck.. Barks ritrae Paperone come avanzato negli anni ma ancora vitale e attivo, sempre impegnato in stupefacenti avventure in giro per il mondo per accrescere la sua fortuna, accompagnato come sempre dai nipoti. Nonostante non sia con loro particolarmente generoso, il vecchio papero mostra in più occasioni un coraggio e un'abilità inaspettate oltre che un grande affetto per i familiari. Solo in via eccezionale ricopre il ruolo di antagonista in alcune storie a tema ambientalista, probabilmente per il fatto di essere il personaggio che meglio si presta a interpretare il ruolo dell'affarista senza scrupoli per l'ecosistema; ma va detto che alla fine riconosce i suoi sbagli e si pente, convertendosi alla causa verde.

The Italian Scrooge

Il nostro papero arriva in Italia nel 1952. Ormai è una presenza costante negli albi statunitensi, e l'allora direttore del Topolino Mario Gentilini chiede al suo sceneggiatore di punta, Guido Martina, di inserire il personaggio nelle storie italiane. Ed è proprio lui il creatore del Paperone come l'abbiamo conosciuto tutti per molti anni. 

Guido Martina
Nell'interpretazione di Martina, Scrooge diventa l'incarnazione della mala-finanza: avido, senza scrupoli, machiavellico e amorale, Paperone assomiglia più ai suoi rivali Famedoro e Rockerduck che all'originale barksiano. Annichilito da questa visione estremamente negativa del ricco, Paperone imbroglia, truffa, ruba, contrabbanda, evade il fisco e ricorre a minacce fisiche e verbali contro il nipote. Il clima che si respira nella famiglia dei paperi è tossico: Paperone contro Paperino, Paperino contro i nipotini. Il conflitto è onnipresente e anche Paperino subisce un evoluzione negativa in quanto vengono accentuate le sue peggiori caratteristiche come la presunzione, la pigrizia e la rabbia. Basti pensare che nelle prime apparizioni di Paperinik l'avversario principale del supereroe sia proprio il tirchio zio, oltre che il cugino Gastone. Nonostante ciò, l'Italia si conferma un'importantissima fucina di storie e personaggi Disney. L'universo di Paperone si espande per merito di Romano Scarpa, che fra gli altri crea Brigitta e Gideone de' Paperoni. E anche Paperetta Yè-Yè. In effetti probabilmente stavamo bene anche senza quest'ultimi, ma sono gusti.

Sono ancora umano?

Ma la consacrazione del mito, l'apoteosi del papero, si ha con Don Rosa. Probabilmente molti di voi avranno letto The life and times of Scrooge McDuck. L'autore, discepolo ed erede spirituale di Barks, si cimentò in un lunghissimo percorso di ricerca ed elaborazione prima di cominciare la stesura delle 212 tavole. Rifacendosi fedelmente al Maestro dell'Oregon, Rosa ricostruì la storia del miliardario scozzese, contestualizzandola nello spazio e nel tempo storico, ovvero la Scozia della seconda metà del XIX secolo, e dando alla narrazione e al personaggio tali altezze che forse mai si videro e mai si vedranno in una qualsiasi opera Disney. Possiamo ripercorrere la vita del vecchio papero fin dalla sua infanzia come lucidascarpe a Glasgow, arriviamo a comprendere come si sia creata la scorza di misantropia e sfiducia nei confronti del mondo, a causa dei molteplici farabutti che hanno tentato di ostacolare l'ambizioso papero nella sua scalata al successo, ottenuto solo e rigorosamente solo utilizzando mezzi leali e il duro lavoro. Solo una volta Paperone venne meno alla sua filosofia di vita, con gravissime conseguenze che lo avrebbero terrorizzato per anni con effetti devastanti. 
Quando lessi per la prima volta il sacro tomo fui come folgorato. Non riuscivo a capacitarmi di come fosse possibile tutto ciò. Al posto della classica storia Disney con Paperone che va in posti e fa cose, vedevo il giovane energico che si cimentava in avventure straordinarie in ogni angolo del mondo, con o contro grandi personaggi della storia mondiale. L'adrenalina dell'azione, le risate delle gag, ma, soprattutto, le lacrime. Quando sento che il mondo e la sua cattiveria lasciano sul mio animo uno strato di cattiveria, di odio, di insensibilità, mi faccio una domanda: sono ancora umano?
E per rispondere mi basta fare una cosa.


Il giorno che guarderò questa immagine senza piangere saprò che la risposta è no. 

Rosa pone i suoi paperi in un tempo e uno spazio che sono i nostri. E nel nostro mondo c'è la vita come c'è la morte. Con la delicatezza che solo un grandissimo maestro può avere, Rosa inserisce temi scottanti che mai trovano spazio nelle storie Disney: la morte, i cadaveri, il sesso. Ma anche la violenza, la guerra, lo sfruttamento... Paperone acquisisce una profondità e una complessità che lo elevano a un livello impensabile per altri personaggi come Topolino. Rosa volle fissarlo anche nel tempo, con una sua cronologia che si rifa anche ad avvenimenti e personaggi del mondo reale.
In questo modo è riuscito a narrare una storia dai confini ben precisi, ricca di avventura, sense of wonder e contenuti toccanti ed emozionanti.
Ma anche la storia più bella, anche la storia di Paperon de' Paperoni, ha un finale.



Regogolo Boemetto

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