Ficca il naso

domenica 14 gennaio 2018

Total War alla ricerca dell'innovazione?

TOTAL WAR DINASTY WARRIORS

Lu bu approves

Il mercato asiatico fa gola a tutti nell'ultimo periodo, basti pensare alle tonnellate di occhi a mandorla che spuntano nelle produzioni statunitensi. Ma in ambito videoludico la creative assembly ha osato ancora di più, decidendo di sfidare la fortuna con un nuovo titolo completamente incentrato sulla cina del 220 a.c. nel periodo conosciuto dagli storici come I tre regni. Reso immortale dalla storiografia semi mitologica cinese, quindi dalla cinematografia e da alcune fortunate serie di videogiochi, l'epoca dei tre regni è di sicuro un momento storico ricco di conflitti e intrighi, panorama perfetto per un total war nuovo di zecca. Dunque noi, come amanti di ogni epoca storica e anche del mondo dei total war, plaudiamo a questa scelta? Assolutamente, anzi siamo davvero curiosi della concretizzazione di questo possibile gioiellino. Tuttavia dobbiamo confessare di essere abbastanza delusi dell'andazzo di total war recenti, i quali ci hanno a più ripreso fatto storcere il naso. Primo su tutti Warhammer.

Per il duetto di titoli ambientati nel mondo del caos solleviamo una voce fuori dal coro dei detrattori: apprezzavamo l'idea. Siamo cresciuti a pane e warhammer, giocatori di impero e alti elfi, non potevamo che essere incuriositi da un incontro con la saga dei videogiochi da noi altrettanto amata. Però è stata una dura sferzata: meccaniche farraginose, truppe imbarazzanti, combattimenti al limite del ridicolo. Oltre un vergognoso marketing di dlc che ha portato il gioco base ad avere solo quattro razze sulle dodici normalmente utilizzabili. Il secondo capitolo non si è rivelato migliore, nonostante qualche miglioria, perché lo spirito del mondo di warhammer veniva sfilacciato da una resa incapace di rendergli giustizia. Sarebbe bastato solamente avvicinarsi di più al vecchio titolo Mark Of Chaos, in termini di resa grafica, per trasmettere il grim dark che dominava l'universo warhammeresco (che lo stesso è stato poi distrutto da quella malpensata di Age Of Sigmar, che però è un altro discorso).
Quindi Warhammer Total War è da noi bocciato, non per la fuga dalla normale ambientazione storica della CA, bensì per una resa maldestra di quello che doveva essere un mondo fantasy oscuro.

Come dice Guan Yu: se il gioco bello vuoi fale, decenti pupazzeti devi cleale

Attila Total War è stato tutto sommato un buon gioco, ma Empire Divided e Britannia non hanno aggiunto alcunché. Se Empire Divided si è rivelato il solito Dlc gonfiatissimo di un gioco imperfetto come Rome II, con l'unico pregio di costruire una sorta di arco narrativo con il titolo successivo, Britannia pare essere una mera operazione commerciale. Dai trailer in engine si può subito notare lo stesso style di Attila CharleMagne (espansione molto interessante) che dimostra ben poca volontà di creare davvero qualcosa di nuovo. La stessa epoca storica è poco stimolante: la Britannia sassone di Re Alfredo è stata per prima cosa già inserita nell'espansione dell'imperatore franco, inoltre sembra essere un invito fin troppo palese a tutti gli appassionati della serie tv vikings, che copre appunto quell'epoca storica. Un po' come il vecchio trailer dell'espansione Wrath Of Sparta, dove i riferimenti a 300 si sprecavano. In definitiva, Britannia attira poco, sia per le meccaniche che per l'epoca storica.

Concludendo, cosa ci aspettiamo da Three Kingdoms?
Un total war completo, all'altezza di Shogun o Napoleon, scevro della farraginosità dei capitoli di Rome e Attila nonché giustamente lontano dallo stile militare europeo, ma immerso nell'epopea quasi fantastica della storia mitica cinese. Prendendo forse il meglio del sistema malandato degli eroi proposto nei giochi di Warhammer, la creative assembly potrebbe davvero confezionare un prodotto all'altezza, innovativo e fresco, che mescola alla ricerca storica degli elementi eroici e di folklore.
Che dire allora? 我们诚惶诚恐地等待!

Regogolo Boemetto

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