Ficca il naso

domenica 25 marzo 2018

Le 10 migliori scene d'azione

I film d'azione costituiscono una grandissima fetta della produzione cinematrografica e ogni anno nuove pellicole con avventurieri, criminali e guerrieri escono nelle sale, tanto che al giorno d'oggi non è facile realizzare anche solo una scena di azione che risalti veramente al di sopra della massa. Molti tentano di ottenere lo stupore del pubblico con stunts esagerati ed effetti speciali incredibili, altri puntano sulla violenza e lo splatter, altri ancora preferiscono cercare il realismo.
Dunque vi proponiamo le scene d'azione che per un motivo o per l'altro ci hanno particolarmente colpito, buona visione!

Oldboy -La lotta nel corridoio-

La ripresa in orizzontale, la crudezza, la fatica dei personaggi coinvolti che traspare mano a mano che la lotta si fa più intensa, sono tutti elementi che contribuiscono a rendere questa scena, ripresa in unica sequenza, un vero e proprio gioiello. La parola chiave è semplicità: niente stunts, niente virtuosismi con la telecamera, niente giochetti di prestigio, ma solo violenza, fatica, sangue e sudore. I delinquenti sono semplici essere umani, che si arrabbiano, si stancano, hanno paura, al contrario del tipico tirapiedi pronto a tutto, e il protagonista Oh Dae-su traduce in azione il suo essere un individuo alienato, alimentato da una rabbia e uno spirito di vendetta titanici. La musica, la coreografia, la fotografia, tutti elementi che contribuiscono a creare una scena d'azione realistica e di grande qualità.


Kingsman -Il massacro della chiesa-

In un film sopra le righe come Kingsman: The Secret Service che vuole rileggere tutto il genere degli spy-movie, questa scena è perfettamente inquadrata. La canzone Freebird è la ciliegina sulla torta che è la sequenza nella quale vediamo cosa possa davvero fare un agente segreto del calibro di Galahad quando si scatena. Inoltre vedere dei bigotti americani che si uccidono a vicenda è sempre un bel vedere, siamo papali papali.



The Revenant -Pellerossa contro trappers-

Questa pellicola è stata pensata e realizzata con l'intento di far immergere lo spettatore nella vicenda: le riprese solo con luce naturale, l'enfasi sulla sofferenza, sul freddo, sulla crudezza della natura selvaggia. La battaglia fra cacciatori bianchi e nativi americani con cui si apre il film segue la stessa logica. Gli aspetti che risaltano maggiormente sono i movimenti della telecamera, che segue lo scontro accompagnando lo spettatore quasi come se fosse presente, e l'efficace resa del caos e della confusione nel quale si svolge lo scontro. La natura, la grande protagonista del film, sembra assistere impassibile al massacro e alla follia dell'uomo contro uomo, una breve parentesi prima che cali di nuovo la pace e la fine di tutto. 

Master and Commander -La battaglia finale-

Sebbene sia quasi impossibile realizzare una pellicola storicamente accurata al 100%, Master and Commander si avvicina molto a un tale concetto di perfezione, avendo ben poche imprecisioni nell'accurata ricostruzione della vita a bordo di una nave da guerra inglese di inizio Ottocento. La scenda della battaglia finale è eccellente sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista cinematografico. Lo scontro è diviso in due parti, la prima si svolge a colpi di cannoni fra l'imbarcazione inglese e quella francese, che poi viene abbordata dai marinai britannici. In questa seconda parte l'azione frenetica e intensa della battaglia assume toni quasi claustrofobici mentre gli uomini lottano senza quartiere sul ponte affollato e negli angusti spazi della nave, resi ancora più disagevoli dal fumo di pistole e moschetti.




Anchorman 2 -Emittenti ai ferri corti-

Quella che inizia come una sorta di lotta fra gang fra Ron Burgundy e i suoi amici contro il rivale Jack Lime, sfocia ben presto in una vera e propria battaglia a causa dell'arrivo di altre bande di giornalisti delle più varie emittenti, dalla BBC a History Network. La divertente climax ascendente di follia ed esagerazioni comprende la partecipazione di mostri come il minotauro e il fantasma del veterano Stonewall Jackson, l'uso di armi del futuro, poteri paranormali e l'intervento di un caccia da combattimento. 



The duellists -Primo combattimento-

Un minuto e quaranta di pura tensione. Al di là della quasi maniacale ricerca dell'accuratezza storica, questa scena dell'opera prima di Ridley Scott (a mio parere una delle migliori) riesce a comprimere in un rapido scontro tutte quelle che sono le regole per il duello perfetto. La musica incalzante nel finale, lo sfondo che quasi opprime i due combattenti per poi saettare rapido sui volti, le lame e gli occhi di una bambina curiosa. L'inizio magistrale di un film altrettanto valevole. Un orgasmo dunque per tutti coloro che amano la storia, i combattimenti realistici all'arma bianca e l'epopea napoleonica.


Il destino di un guerriero -Alatriste vs Gualtiero Malatesta-

Secondo pezzo storico, nonché "spadeggiante". Qui andiamo indietro di qualche anno, siamo nella seconda metà del 1600, nella decadente e magnifica spagna imperiale. Il film Alatriste, tradotto nel banale "Il Destino di un Guerriero", è la mia pellicola storica preferita, sia per epoca che per messa in scena, di cui i combattimenti all'arma bianca nella Madrid notturna sono la ciliegina sulla torta. Le regole del duello perfetto definite da Ridley Scott compaiono anche qui, eppure in uno stile del tutto diverso: l'ambiente la fa ancora da padrone, ma le inquadrature sono soffocate dall'architettura, mentre la musica svanisce per dare posto alla pioggia battente e alle grida dei combattimenti.
Spettacolare nella sua mancanza di spettacolarità.


The Raid 2 -Final Fight-

Descrivere questi undici minuti di ardenalina è fiato (digitato) sprecato. Avrebbe molto più senso guardare la scena senza pausa, lasciandosi trasportare dalla telecamera furiosa, dalla perfezione delle coreaografie, da un'orchestrazione registica che raramente si vede in film così moderni. Una grande prova di cinema, che sia nel primo the raid che nel secondo, conferma  come l'abilità orientale mescolata alle maestranze europee (regista scozzese) possa superare di 100 volte film blockbuster di azione che sfondano il botteghino. Consiglio di guardarvi anche lo scontro tra Mad Dog e i due fratelli del primo The Raid (entrambi i film sarebbe meglio), ne vale davvero la pena. 



Kill Bill Vol. 1 -La Sposa contro gli 88 Folli-


Quando si accosta il concetto di “scene d’azione” a un regista come Quentin Tarantino non c’è che l’imbarazzo della scelta. Il maestro della iper-violenza (e del sangue finto) ci ha regalato diverse perle nel corso degli anni, ma probabilmente non c’è una scena più iconica della lotta fra La Sposa e gli 88 folli, l’apoteosi dello stile eclettico di un regista che si muove fra fumetto, action movie e film di arti marziali (la tuta che indossa Uma Thurman è un chiarissimo rimando a Bruce Lee). Mischiando elementi presi da diversi filoni e stili, Tarantino è così riuscito a creare una scena che è pura azione e intrattenimento, in grado di entrare giustamente negli annali.


Kung Fu Hustle -Musica nella notte-



La cinematografia di altri lidi riserva sempre sorprese e visioni che esulano dalle nostre normali abitudini. Nel caso di Kung Fu Hustle, di Stephen Chow, abbiamo un gangster movie di arti marziali comico: un cocktail esplosivo fin dalla presentazione. Con il suo inconfondibile stile, Chow mischia arti marziali tradizionali cinesi, effetti speciali incredibili e comicità, anche se non mancano momenti molto cupi e violenti, come quando due ragazzini vengono quasi arsi vivi dai gangsters. La lotta fra i due assassini contro maestri del Vicolo dei Porci prima e la Signora Padrona e il Signor Padrone poi è un trionfo di arti marziali esageratissime e spettacolari, inserite in una cornica suggestiva e accompagnata da musiche (molto importanti qui) memorabili ed evocativi.


Regogolo Boemetto

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