Ficca il naso

domenica 1 aprile 2018

I falsi miti su Conan





Conan il barbaro, il personaggio creato da Robert E. Howard nel 1932, è diventato nell'immaginario collettivo l'archetipo dell'eroe barbarico, potente, indomito e selvaggio. Anche chi non ha mai letto i racconti pubblicati su Weird Tales ha ben chiara nella mente l'immagine del cimmero, anche solo per l'associazione con l'attore Arnold Schwarzenegger che ha interpretato il suo ruolo nel fortunato adattamento cinematografico nel 1982. Il personaggio di Howard è stato eletto capostipite e massimo rappresentante di un certo tipo di eroe e narrazione dalla cultura popolare, involontaria somma rappresentazione del filone cui appartengono orchi, vichinghi e altri barbari, tutti accomunati da quegli elementi che trovano in Conan la loro quintessenza. Ma quest'operazione ha fatto si che alcune caratteristiche e stereotipi di questi tipi andassero a sovrapporsi con il loro padre spirituale, andando a creare un'errata visione del cimmero.
Andiamo dunque a sfatare, punto per punto, tutti i falsi miti che avvolgono la figura di Conan.

L'armatura


Forse la falsa convinzione più diffusa è quella che vuole Conan perennemente senza armatura e senza vesti, protetto solo da un corto perizoma e dai suoi addominali d'acciaio. Complice di tale disguido sono sicuramente le numerose raffigurazioni che lo rappresentano spogliato, sia per mettere in evidenza sia il vigore del suo corpo titanico sia per sottolineare la natura barbarica del personaggio, in opposizione ai civilizzati cavalieri di arturiana memoria coperti di ferro. A questo punto sono necessarie alcune precisazioni. Innanzitutto dobbiamo considerare il mondo in cui si muove il cimmero, un luogo molto più simile all'epoca antica che a un ipotetico medioevo, con un clima spesso caldo e con una concezione del corpo assai differente dalla nostra. Se Conan va in giro mezzo nudo non lo fa per far vedere i pettorali come un pompato da spiaggia, bensì perché è una cosa normale nella società nella quale si muove, perché la sua enorme resistenza fisica gli permette di resistere agli elementi anche con pochi vestiti e perché è meglio così. Infatti nell'antichità i guerrieri di molti popoli preferivano andare in battaglia nudi, dai feroci celti ai civilizzati greci, piuttosto che coperti di vesti, per essere più agili e soprattutto per non dover avere a che fare con frammenti di stoffa trascinati nelle ferite dalle lame dei nemici. Insomma, se non si può avere un'armatura, è meglio non avere nulla. Conan lo sa meglio di chiunque altro, e infatti spessissimo nei racconti di Howard lo vediamo coperto da cotte di maglia o usberghi che in più di un occasione gli salvano la vita da colpi altrimenti mortali. Nel racconto Oltre il fiume nero il barbaro attribuisce la sua longevità in un territorio così pericoloso come le sponde del fiume infestato dai pitti proprio alla sua abilità di riuscire a portare un'armatura anche in una zona dove i coloni invece preferiscono non farne uso per la scomodità di portarla in una giungla. Dobbiamo infatti ricordarci che le armature non venivano portate tutti i giorni tutti il giorno, come invece una certa cinematografia e certe narrazioni ci hanno abituato a credere: sarebbe come immaginare un poliziotto che mangia, dorme e fa la doccia col giubbotto antiproiettile. 

Le armi

Nessuno scudo può salvarti da Conan

Conan il barbaro è sempre rappresentato con un lungo e fido spadone, l'arma adatta a mettere in mostra la sua incredibile forza fisica. Infatti nell'immaginario collettivo attuale, la spada a due mani occupa un posto di rilievo che tuttavia non è riscontrabile a livello storico e pratico, ma tuttavia la vediamo nelle mani di avventurieri ed eroi frequentemente. Ebbene, è vero che il cimmero spesso utilizza spade lunghe a due mani, sia per imprimere più forza ai colpi sia perché un'arma lunga è pratica per combattere più avversari alla volta. Tuttavia non bisogna credere che questa sia la sua arma preferita e che la usi sempre e comunque. Infatti nel corso delle sue avventure il barbaro si dimostra abilissimo nell'uso di una gran varietà di armi come sciabole, spade corte, pugnali, asce e lance. Anche se è corretto ritenere che sia un combattente che predilige il corpo a corpo, Conan non è indifeso se attaccato con armi da tiro: sebbene disprezzi gli archi in quanto armi poco virili, sa usarli con grande efficacia come mostrato nel racconto La regina della costa nera, e inoltre possiede abbastanza senso pratico e forza da poter lanciare diverse armi o oggetti con precisione e potenza letale, spesso cogliendo i nemici di sorpresa.

Il cervello

L'alcool, il tallone da killer di Conan

Non c'è una grande differenza, bensì un abisso incolmabile fra Conan e i suoi "adepti" quali orchi e barbaracci di vario genere. Infatti il cimmero è molto, molto più intelligente del tipico bughi-bughi mezzo nudo che va in giro a roteare uno spadone. A causa dello stereotipo che vuole i barbari dotati di scarso intelletto, più proni a risolvere un problema con la brutalità e la violenza che con il ragionamento, molti vedono Conan come tanto forte quanto poco sveglio e brillante. E non vi può essere giudizio più erroneo di questo, per una gran quantità di motivi. Innanzitutto, Conan è di per sé dotato di una grande intelligenza, unita a un istinto primordiale (come spesso sottolineato da Howard stesso) che lo rendono molto più di un paio di braccia con una spada. Certamente gli manca un'educazione formale, alla quale però sostituisce la grandissima esperienza che ha accumulato nel corso dei suoi viaggi. Ne I gioielli di Gwalhur l'autore ci spiega come il suo personaggio conosca una gran quantità di lingue moderne e antiche, oltre ad avere le competenze per riconoscere glifi, simboli, e decifrare antichi codici. Dunque, oltre all'istinto selvaggio che gli permette di percepire i suoi nemici prima di essere scoperto, di seguire tracce appena visibili e discernere inganni e illusioni dal vero, Conan è dotato di una grande intelligenza pratica che in più di un'occasione gli è utile quanto la sua immensa forza. Oltre a essere un guerriero formidabile infatti il barbaro è anche un fine stratega, un leader nato e al culmine della sua carriera, un regnante saggio e avveduto.

Le donne

Nessuna donna può resistere al fascino di una pila di cadaveri

A causa dello stesso meccanismo di cui abbiamo parlato prima, per il quale Conan è stato "sporcato" dagli elementi del genus cui appartiene, al pari dei suoi "colleghi", anche lui è ritenuto un bruto assai poco educato col gentil sesso. Il personaggio di Howard, lontanissimo dall'immagine del selvaggio privo di qualsiasi vincolo, è legato dal suo codice d'onore barbarico, che lo spinge a tenere un comportamento verso le donne assai migliore di quello spesso tenuto da uomini assai più "civilizzati". Infatti il cimmero non uccide mai le donne, perfino quando queste si rivelano essere perfide maghe o ingannevoli doppiogiochiste. Perfino quando una prostituta lo vende alle guardie nel racconto Nella casa di notte, la vendetta del barbaro si limita all'umiliazione non violenta della traditrice. In moltissime occasioni Conan interviene per salvare una fanciulla in pericolo, dimostrandosi fortemente contrario alla pratica dello stupro, tanto che in La valle delle donne perdute rifiuta il premio d'amore promessogli da una ragazza in cambio di un servigio in quanto non sarebbe volontario. La lontananza estrema che corre fra il Conan immaginato e quello reale si può anche vedere nell'atteggiamento verso la violenza verso il gentil sesso: le uniche volte in cui lo si vede alzare le mani su una donna è quando affibbia amichevoli pacche sul sedere di questa o quella fanciulla, senza l'intento pernicioso che andrebbe a classificarla come molestia sessuale. In Chiodi rossi addirittura il barbaro rischia di farsi uccidere dalla marziale Valeria in quanto si rifiuta di levare la propria spada contro quella della compagna di viaggio. 

Concludendo, il personaggio di Conan, come immaginato da Howard, è lontanissimo da quello dipinto dai luoghi comuni, spesso scivolatigli addosso per la vicinanza con figure simili solo per la natura barbarica e la forza bruta. Per fare un ultimo, banale esempio, basti pensare come nel gioco di ruolo Dungeons&Dragons un tempo il barbaro, classe trasudante "conanosità", avesse la regola "analfabetismo", mentre come abbiamo dimostrato, il padre spirituale della classe stessa sapesse parlare e scrivere in diverse lingue.

Regogolo Boemetto

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1 commento:

  1. Bellissimo post. Purtroppo Conan è conosciuto dal grande pubblico sopratutto grazie a film e fumetti, che come dici tu ne hanno semplificato molto la forma.

    Un vero peccato perché in alcune pagine Howard tocca le corde più profonde dell'essere umano.

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